Hully-Gully

… adesso siamo in dodici a ballare l’hully-gully!
Proprio cosi’, questo il verdetto uscito dalla riunione generale dei soci della P&C di venerdi sera’.
Questa volta per avere un location adeguata alla bisogna si e’ scelto di utilizzare i locali della Chiesa dei Frati.
E’ sempre meglio sfuttare uno spazio religioso per non fare salire di tono le riunioni che possano sfociare in risse triviali.
La serata si e’ aperta con la presentazioni del bilancio di cassa.
Il meticoloso commercialpodista dott. Paganini prendeva la parola ed elencando le uscite e le entrate tranquillizzava i presenti soci sulla saldezza del conto societario.
Piu’ di un presente ,anche il sottoscritto, si compiaceva del segno positivo presente nel bilancio, pensando che almeno un conto conosciuto e’ in attivo, non come il laconico segno meno sul recente saldo casalingo (sigh!).
Una piccola discrepanza pero’ e’ stata riscontrata dall’attento consigliere Mau.
Effetivamente quei 3.075,57 euro annotati nelle uscite di cancelleria stridevano con il resto del documento.
Si dice che il costo delle gomme da cancellare ha seguito il prezzo del petrolio, pero’ dividendo le unita’ aquistate con il prezzo in essere, risultava che ogni singola gomma avrebbe dovuto costare piu’ di 1000 euro.
E visto che nei magazzini societari non c’e’ traccia di pneumatici da formula uno, il commercialpodista indagando rintracciava immediatamente l’errore fatto nel compilare l’atto.
Dopo questo piccolo disguido si e’ passati alla votazione per la votazione.
Potrei sembrare ermetico nell’esporre questo concetto e allora ,per non creare confusione a quelli che non erano presenti,cerchero’ di spiegare l’arcano.
Dunque, per evitare il ripresentarsi delle votazioni bulgare effettuate nell’ultimo consiglio generale (per non lasciare fuori nessuno dei candidati all’elezione il prode presidente Mimmo, con un’operazione appunto di vecchio stampo Bulgaro, aveva chiesto d’inglobare in toto tutti i candidati),questa volta, con la maturita’ aquisita in questi anni di presidenza,il prode,coadiuvato dai consiglieri, chiedeva ai presenti di votare per votare.(spero di essere stato chiaro, perche’ anche io che sono presente ho ancora qualche dubbio in merito).
E siccome la societa’ si chiama anche cazzeggio, e su un tavolo dietro il consiglio si faceva notare una bella parata di bottiglie di prosecco, i convenuti non si facevano scappare la possibilita’ di velocizzare lo svolgimento della serata e passare direttamente al meritato rinfresco.
Pero’, prima del ristoro ,alla richiesta di varie ed eventuali, si e’ aperta una garbata discussione su passati screzi tra i consiglieri della vecchia gestione.
Purtroppo tanti presenti non essendo a conoscenza del contendere, seguivano la discussione tra chi prendeva la parola come una partita a tennis.
Voltando la testa prima da uno, poi dall’altro oratore, seguiva lo scambio di battute cercando di capire il senso della cosa.
Io, essendo stato presente allo spiacevole fatto e volendo portare il mio contributo al set cercavo di prendere la parola, ma sentendomi come a casa mia quando c’e’ una discussione, venivo gentilmente bypassato.
Quando in un momento di stanca delle partita potevo intervenire , mi scordavo quale era il mio contributo da esporre e per dare un senso alla mano alzata ho chiesto umilmente il permesso di andare al bagno (risigh!)
Ma visto che qualche non interessato spettatore lasciava il parterre lo scambio si concludeva di li a poco.
La serata continuava cosi’ con la presentazione delle prossime gite organizzate fuori porta e con le richieste di alcuni soci di organizzare nuove classifiche interne, inerenti le medie e lunghe distanze.
Tutte le proposte da me recepite saranno vagliate nei prossimi consigli (sempre se mi faranno parlare, ma ho fiducia della cosa, visto che i famigliari non sono ammessi nelle serate di consiglio).
I nuovi consiglieri si sono presentati con dei programmi ben precisi, uno di loro, tale Cobra da Velletri rinominato per l’occasione “uno-due-tre! stella!” prendeva la parola e con il bastone pastorale ben saldo in mano ( visto i locali adibiti al convegno) elencava il suo ben definito scopo: prendere la presidenza della societa’ podistica per poi scalare le vette della ben piu’ remunerata politica comunale prima, nazionale poi.
Il russare dei frati ci consigliava di abbandonare i locali, lasciandoli riposare per affrontare l’indomani i loro ben piu’ alti incarichi.
A presto allora.

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